ANASSAGORA di Clazomene (499 ca. a.C.-428 ca. a.C.)

Filosofo e fisico autore di un’opera Sulla Natura di cui ci restano solo alcuni frammenti. Il suo richiamo all’esperienza e il suo orientamento scientifico tendente a spiegare i fenomeni in termini naturalistici (escludendo la presenza e l’intervento degli dei) gli procurò l’accusa di empietà. Per Anassagora la materia è formata da elementi, da lui chiamati semi, ogni quantità dei quali, per quanto piccola, potrà essere ulteriormente divisibile in parti minori, così come ogni quantità, per quanto grande, potrà essere ancora aumentata; pertanto non esiste una quantità minima né una quantità massima, il grande e il piccolo sono relativi. Anassagora spiegò il nascere delle cose dall’azione preordinata di una Mente che è stata capace di mettere in moto la materia provocando un vortice da cui poi si è originato un movimento sempre più esteso: cosi dapprima si separarono l’aria e l’etere, poi dall’aria si separò l’acqua e, infine, dall’acqua la terra. Il processo continuò per divisione delle parti eterogenee e riunione di quelle omogenee, generando tutte le cose.

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